26 marzo 2005,

Esposti a Castelsardo preziosi volumi del Cinque e Seicento ritrovati nella sede dell'episcopio

In mostra l'alchimia del sapere. Dall'”Evangelo” di Erasmo all'Indice dei libri proibiti

 

CASTELSARDO. E' stata inaugurata a Castelsardo, nella sede dell'episcopio, una biblioteca con 4000 libri antichi (i volumi sono stati scoperti per caso lo scorso anno, in una cisterna), tra i quali vi sono molte edizioni di notevole pregio del 500 e del 600. Queste ultime sono ora esposte in una mostra, allestita nella Sala X del Castello dei Doria, intitolata “L'alchimia del sapere”.  

   L'esposizione, curata da don Francesco Tamponi, responsabile dei beni culturali della diocesi di Tempio Ampurias, presenta una scelta di circa cinquanta esemplari della collezione. Tra i più interessanti “L'Evangelo” di Erasmo da Rotterdam, stampato a Basilea nel 1523; una “Biblia” stampata a Venezia, presso l'officina dei Giunti nel 1579; la Historia D'Italia, opera del Guicciardini del 1562; l'”Index Librorum Prohibitorum” del 1542; ed ancora la particolare “Discorso intorno alle carestie” e il “Trattato sulla peste” di Marsilio Ficino, datato 1591. Infine il “Panarion – Arca medica variis”, di Giovanni Buseo stampato nel 1611. L'intento della mostra “Alchimia Mistica” è quello di illustrare uno dei tanti argomenti presenti nelle opere che costituiscono la ricca biblioteca d'Ampurias. “Una raccolta che merita di essere svelata e tutelata, anche attraverso operazioni di valorizzazione _ dice don Tamponi _ A Castelsardo, sede vescovile e sede del Capitolo della Cattedrale gia dagli inizi del 1500, il forte richiamo alla scienza alchemica, pose alcuni dotti ecclesiastici al centro della cultura umanistica e rinascimentale che percorreva da Firenze l'Italia intera passando per Roma e diffondendosi in Francia e Spagna. Il simbolo dell'Uroboro, graffito su una lapide tombale nella sacrestia della Cattedrale di S. Antonio Abate è associato ad una significativa iscrizione: "Fratres Cathedralis Ampuriensis" "In Unum". Questa traccia, nella sua chiarezza, dichiara l'adesione dei Canonici di Castelsardo dell'epoca ad un'ideologia e a una visione del mondo che secondo certi aspetti sconfinava anche nell'eresia. Di fatto _ prosegue don Tamponi _ la pietra tombale dei canonici non porta simboli classici del Cristianesimo ortodosso, bensì il serpente che si morde la coda a formare il cerchio dell'eterno ritorno, e il motto "In Unum" che sintetizza il ricongiungimento di ogni alterità al principio primo o Pietra Filosofale. Anche la scritta "Fratres" identifica i canonici come una setta, un gruppo scelto, una fratellanza insomma”. Questo importante documento ha dato vita a una ricerca, tuttora in corso, che investe manoscritti, memorabilia, e soprattutto testi dell'imponente biblioteca storica. “Questa mostra è il primo risultato che testimonia la presenza dei testi legati alla materia alchemica, conservati nell'antica biblioteca di Castelsardo _ prosegue don Tamponi _ ed è indicativa degli orientamenti e degli interessi dei canonici del Capitolo ampuriense in questi due secoli”.  Accanto alle opere a trattazione teologica e giurisprudenziale, storica e letteraria, ve ne sono altri che si discostano dalle pubblicazioni destinate alla formazione del clero nei secoli XVI e XVII. La mostra inaugurata in concomitanza con l'avvio dei riti sacri della Settimana Santa è inserita tra le numerose manifestazioni collaterali organizzate dall'amministrazione comunale, in collaborazione con la Pro Loco di Castelsardo. Resterà aperta fino al martedì successivo al lunedì di Pasqua al mattino dalle ore 9,30 alle 13,00 e al pomeriggio dalle 15,00 alle 18,00.

 

L’articolo è  di Monica De Murtas tratto da “La Nuova Sardegna”

 

 

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