12 luglio 2005,

I misteri alchemici, un “giallo” gotico a Castelsardo

Da una biblioteca dimenticata nella cattedrale riaffiorano antichi codici, ora in mostra

 CASTELSARDO. Il racconto è ambientato nel 1500, in una cattedrale abbarbicata su una rocca sferzata dal vento e dal mare. Protagonisti: una setta di frati, in odore di eresia, un canonico di nome Arduino con la passione per l'alchimia, e un inquisitore. Sullo sfondo della scena si erge una biblioteca, dove sono custoditi numerosi manoscritti proibiti.

 Non è il plot del “Nome della Rosa” di Umberto Eco ma una storia vera, tutta sarda, riaffiorata circa un anno fa grazie alla passione per la ricerca di don Francesco Tamponi, responsabile dei beni culturali della diocesi di Tempio Ampurias, e della sua squadra di giovani collaboratori. “Tutto è iniziato dall'osservazione di una lapide nella sacrestia della Cattedrale di Sant' Antonio abate _ spiega Tamponi _ La pietra tombale non riportava i simboli classici del cristianesimo ortodosso, ma un graffito raffigurante l'uroboro, il serpente che si morde la coda che rappresenta il cerchio dell'eterno ritorno. Questa"coincidentia oppositorum" è anche il principio chiave dell'alchimia mistica, un'ideologia medioevale che affermava l'inseparabilità tra corpo e spirito, sconfinando nell'eresia”. Il ritrovamento, di grande valore storico, apre un ulteriore squarcio sul `500 isolano in cui Castelsardo, sede vescovile e del Capitolo, era un importante crocevia della cultura umanistica e rinascimentale che passava attraverso Firenze e Roma per poi diffondersi in Francia e Spagna. La scoperta mette in luce come all'epoca nella cattedrale di Ampurias fosse molto forte il richiamo alla scienza alchemica, e svela la presenza di un nucleo di dotti ecclesiastici che studiavano ed applicavano teorie considerate eretiche. “Ad avvalorare questa tesi si aggiunge un ulteriore elemento _ prosegue Tamponi _ Accanto all'uroboro è inciso infatti il motto "Fratres Cathedralis Ampuriensis - In Unum, che indica la presenza di un gruppo scelto di "fratres", esprimendo inoltre con il termine "in unum" il concetto di ricongiungimento di ogni alterità al principio primo o pietra filosofale”.  Come in un giallo neogotico, indizi rimasti per secoli criptati nelle antiche mura della cattedrale vengono così gradualmente alla luce, indicando ai ricercatori le stanze abbandonate dell'Episcopio di Castelsardo.  Ed ecco dopo giorni di ricerche la scoperta, sensazionale. Sepolta in un'antica cisterna tra polvere, e calcinacci c'è una biblioteca dimenticata, di oltre 4000 volumi risalenti al `500 e al `600 e numerosi manoscritti.  “Abbiamo cercato perché eravamo certi che il nostro "tesoro" era lì da qualche parte _ prosegue Tamponi _ sapevamo della sua esistenza, e poi era impossibile pensare che i canonici studiosi di alchimia di cui avevamo trovato chiare tracce non avessero dei libri sui quali studiare e documentarsi. La nostra ricerca è ancora in corso, stiamo lavorando sui manoscritti, e i numerosi testi dell'imponente biblioteca storica ritrovata”. Dopo la prima mostra realizzata lo scorso inverno altri testi legati all'alchimia sono venuti in questi mesi alla luce. Accanto alle opere a trattazione teologica e giurisprudenziale, storica e letteraria ve ne sono altri infatti che si discostano dalle pubblicazioni destinate alla formazione del clero nei secoli XVI e VVII. Tutto il prezioso materiale può essere visto nella mostra “Segreti e magia dell'alchimia mistica”. L'esposizione, aperta nei giorni scorsi e allestita nell'antico seminario, nel cuore del borgo medievale, presenta un centinaio di volumi. Tra i più interessanti, la “Tavola Smeraldina” e “L'index librorum proibitorum” del 1542. A questi si aggiungono i Memorabilia dei canonici di Ampurias: vesti, quadri, statue, che accompagneranno il “percorso sapienziale” dei visitatori. Tra i documenti più interessanti un manoscritto del 600 di un canonico che, utilizzando lo pseudonimo di Arduino, ha compilato un libro di prediche e panegirici lasciando numerosi indizi che sembrano indicare gli altari della cattedrale come tappe di un percorso iniziatico, attraverso il quale raggiungere i diversi gradi della conoscenza.  La mostra resterà per tutto il periodo estivo, tutti i giorni della dalle ore 9 alle 13 ed alle ore 15 alle 20. Si segnala inoltre che nelle sale dell'Episcopio sono presenti altre due mostre permanenti: "Memorabilia episcoporum et canonicorum" e la suggestiva " Stregoneria, eresia e Santa Inquisizione". In cui sono esposti gli strumenti utilizzati dagli inquisitori per ottenere la confessione di presunti eretici maghi e streghe. Info line: 079/6393099.

 

L’articolo è  di Monica De Murtas tratto da “La Nuova Sardegna”

 

 

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