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16 ottobre 2005,
Dall'intesa
di sette Comuni nasce l'area metropolitana
CASTELSARDO.
Nasce l'area metropolitana del nord Sardegna. Il primo passo è
stato compiuto ieri mattina, nella sala XI del Castello dei Doria, a
Castelsardo, con la firma del protocollo d'intesa che ufficializza un
comitato promotore formato da sette Comuni: Sassari (che sarà capofila),
Alghero, Porto Torres, Castelsardo, Sennori, Sorso e Stintino.
L'obiettivo è quello di
dotare il territorio di un Piano strategico sovracomunale e indirizzare lo
sviluppo dei prossimi dieci anni (il periodo è quello compreso tra il
2005 e il 2015) in maniera condivisa, con il coinvolgimento delle forze
istituzionali, economiche e sociali. All'incontro di ieri ha partecipato
anche Ricardo Bofill, uno dei massimi esponenti dell'architettura moderna
e della pianificazione urbana. L'architetto spagnolo _ che ha firmato
importanti progetti in oltre 50 paesi del mondo, attualmente sta operando
in Cina _ venerdì pomeriggio ha sorvolato in elicottero (il volo è durato circa un'ora)
la zona del nord Sardegna e, successivamente, ha partecipato a un tavolo
di lavoro insieme al presidente della Provincia, Alessandra Giudici, e ai
sette sindaci della nascente area metropolitana. A conclusione
dell'incontro, Ricardo Bofill, ha dato la propria disponibilità per il
coordinamento del piano per lo sviluppo strategico del territorio. Un
assenso che è stato accolto con soddisfazione dai sindaci dei sette
Comuni che _ già da tempo _ avevano avviato i contatti con il grande
architetto catalano per usufruire di quelle caratteristiche di qualità
necessarie per confermare l'ambizione dei progetti. I
tempi sono abbastanza stretti. Le note metodologiche devono essere
presentate entro la fine del mese, mentre il piano strategico (per il
quale sono già state ottenute importanti risorse comunitarie, oltre
2milioni e 300mila euro) entrerà nella fase esecutiva fra due mesi con
l'avvio della pianificazione partecipata che coinvolgerà tutti i soggetti
attivi nella realtà sociale del nord Sardegna. A
fare gli onori di casa è stato Franco Cuccureddu, sindaco di Castelsardo,
che ha chiarito subito il concetto fondamentale dell'iniziativa: “E'
l'inizio di un processo _ ha detto _ ed è possibile solo perchè sette
Comuni del territorio, finalmente, hanno deciso di dialogare fra loro come
se fossero quartieri di una stessa grande città. Certo, nessuno pensa che
l'area metropolitana del nord Sardegna possa diventare Barcellona o altro.
E' vero, però, che vogliamo evitare di restare tagliati fuori dal sistema
di sviluppo europeo”. Il
sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, ha ringraziato i colleghi “per
avere riconosciuto a Sassari il ruolo di capofila”. Una scelta che non
era scontata, e che comporta oneri che la città capoluogo deve saper
sopportare. “Abbiamo voglia di realizzare questo progetto _ ha detto
ancora Ganau _ che può rappresentare la svolta per lo sviluppo del
territorio. La presenza di Bofill ci dà quel contributo di qualità del
quale abbiamo bisogno”. E di
grande sfida sotto il profilo culturale ha parlato Marco Tedde, sindaco di
Alghero (il Comune che per definire il protocollo d'intesa ha messo a
disposizione le competenze di uno dei suoi funzionari più esperti,
Salvatore Masia): “E' la prima volta che sette sindaci si mettono
insieme per definire una prospettiva così chiara per lo sviluppo del territorio”. Luciano Mura, sindaco di Porto
Torres, la città che forse più di altre spinge per cercare quell'equilibrio
possibile tra l'industria da salvare e le nuove risorse da sviluppare (a
cominciare dal turismo), ha sottolineato l'importanza di una filosofia di
sviluppo che, per una volta, non viene calata dall'alto: “In passato
venivano messi a disposizione finanziamenti e i Comuni dovevano inventarsi
le opere per evitare di perdere le risorse. E magari quelle infrastrutture
non erano neppure necessarie. Stavolta si parte dal basso: siamo noi gli
attori che creano le condizioni per costruire, con una innovazione forte e
di qualità, lo sviluppo dei prossimi dieci anni”. Antonio
Spano, sindaco di Sorso, è tornato proprio su quella “valenza dello
stare insieme, sulla opportunità del ragionamento comune che va al di là
delle appartenenze politiche.
Un territorio che è capacedi darsi un piano di sviluppo strategico, evita
di commettere gli errori del passato”. Lorenzo
Diana, sindaco di Stintino, si sente molto legato a quel concetto di
{territorio d'eccellenza} che va illustrando ormai da qualche anno, anche
se purtroppo ha dovuto ereditare situazioni non proprio di qualità
(almeno sotto il profilo dell'impatto ambientale) come quelle del
Bagaglino. {Partiamo dalle criticità _ ha sottolineato _ per creare
quelle condizioni indispensabili per un nuovo processo di sviluppo. Ed è
evidente che questa che lanciamo oggi non può essere solo una cosa dei
sindaci, ma deve coinvolgere tutte le forze del territorio}. Sul
ruolo leader di Sassari si è soffermato Antonio Canu, sindaco di Sennori.
“Finalmente il capoluogo si rimette alla guida del territorio, dialoga
con gli altri Comuni, siede attorno allo stesso tavolo per valorizzare le
tradizioni, rafforzare le potenzialità e racchiudere in un piano di
sviluppo unitario le vere eccellenze”. La
ricetta ora è pronta. Il protocollo d'intesa è qualcosa di più rispetto
alle dichiarazioni d'intenti degli ultimi vent'anni, tutte naufragate
miseramente di fronte a scelte individualistiche e di campanile. Ora,
finalmente si comincia a ragionare in termini di {città territorio}. Un
progetto dove ciascuno mette al servizio della causa comune le potenzialità
di cui dispone e concorre alla creazione di opere _ parcheggi, strade,
grandi strutture per stimolare la fruizione culturale _ che non ci sono o
risultano assolutamente carenti per essere comprese in un piano strategico
di sviluppo territoriale. E stavolta c'è anche il conforto di uno dei più
grandi architetti del mondo.
L’articolo
è di Gianni Bazzoni tratto da
“La Nuova Sardegna”
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